Per anni, sono stati i più seguiti sui social, e i loro contenuti i più visti. Ma nell’ultimo periodo le cose stanno un po’ cambiando. Forse non abbiamo smesso di voler guardare le vite degli altri: abbiamo smesso di volerle invidiare

di Mattia Insolia

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Tra i principi cardine di ogni buona narrazione, insegnano alle scuole di scrittura, c’è l’affezione per il protagonista. Se l’autore sa creare un legame tra il personaggio e il lettore, o lo spettatore, se riesce a farlo empatizzare con chi vive la storia, si ha fatto centro. Vale anche per noi stessi.

Che ognuno sui social porti avanti una narrazione di sé, in modo più o meno consapevole e più o meno distante dalla realtà, è un fatto: abbiamo tante identità quanti account social. Alcuni hanno deciso di monetizzare la cosa, e queste identità le curano di mestiere. Influencer, content creator, vlogger: li conosciamo. Molti hanno argomenti e target specifici, dalla moda al cinema e dalle celebrità alla cucina, ma certi parlano un po’ di tutto; opinionisti generalisti. E questi perlopiù raccontano la loro vita.