Per anni, sono stati i più seguiti sui social, e i loro contenuti i più visti. Ma nell’ultimo periodo le cose stanno un po’ cambiando. Forse non abbiamo smesso di voler guardare le vite degli altri: abbiamo smesso di volerle invidiare
di Mattia Insolia
Tra i principi cardine di ogni buona narrazione, insegnano alle scuole di scrittura, c’è l’affezione per il protagonista. Se l’autore sa creare un legame tra il personaggio e il lettore, o lo spettatore, se riesce a farlo empatizzare con chi vive la storia, si ha fatto centro. Vale anche per noi stessi.
Che ognuno sui social porti avanti una narrazione di sé, in modo più o meno consapevole e più o meno distante dalla realtà, è un fatto: abbiamo tante identità quanti account social. Alcuni hanno deciso di monetizzare la cosa, e queste identità le curano di mestiere. Influencer, content creator, vlogger: li conosciamo. Molti hanno argomenti e target specifici, dalla moda al cinema e dalle celebrità alla cucina, ma certi parlano un po’ di tutto; opinionisti generalisti. E questi perlopiù raccontano la loro vita.
Niente di nuovo sotto il sole. Chiara Ferragni, Giulia Valentina, Giulia De Lellis, solo per citarne alcune, fanno questo: raccontarsi, instagrammare la propria quotidianità. E così hanno creato le protagoniste di una serialità in onda sui loro canali ogni giorno tutto il giorno; una specie di Grande Fratello. Personaggi che abitano, e ci mostrano, vite che noi non possiamo permetterci.








