Ognuno di noi ha una motivazione: c’è a chi manca l’opportunità e a chi la voglia: stiamo sempre appiccicati allo schermo. E, alla fine, diventa più un’idea romantica che una pratica reale.

di Mattia Insolia

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Poche settimane fa volevo taggare una scrittrice mia amica in un post su Instagram ma non riuscivo a trovarla. Le ho mandato un messaggio, chiesto se stesse bene. Mi ha risposto il giorno dopo, fatto strano per lei; di solito nel rispondere è rapidissima. E mi ha detto che da un mese aveva disattivato tutti i suoi profili social, e che stava passando meno tempo con il telefono in mano. Ah, è stata la mia, di risposta, e come va?. Benissimo, ha detto. Si sentiva più leggera e meno stanca, più presente a sé stessa, l’attenzione era migliorata, e non solo in faccende come la scrittura, la lettura ma anche nei rapporti con gli altri. E quindi? E quindi, ha concluso, mi consigliava di fare lo stesso.

Ho pensato: sì certo, come se potessi. Allora l’ho ringraziata e salutata, e nel petto, intanto, l’ho invidiata.