La celebre serie tv vive una nuova primavera grazie agli under 30. Lo scrittore inglese Jonathan Coe ci spiega perché “quell’epoca apparentemente lontana è una sorta di comfort zone, un rimedio contro le incertezze di oggi”

di Antonella Matranga

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Se il passato è diventato virale diffondendosi nel presente su TikTok e Instagram, è anche perché gli oggetti di ieri appaiono esotici e strambi, ma soprattutto durevoli. Come reperti eccentrici che restano perché li puoi toccare, a differenza di tutto ciò che è inafferrabile e fa parte delle nostre vite online di oggi.

Tanto tempo fa le relazioni necessitavano ritmi lenti, vicinanza fisica ed esperienze tattili. Con gli oggetti e le persone, insomma, dovevi conviverci. Come con i protagonisti di una “serie” (diciamo oggi) che è stata il “telefilm” (dicevamo ieri) più seguito negli anni 90, Friends, che sta vivendo una gloria bis. Le dieci stagioni (prodotte dal 1994 al 2004) raccontano le dinamiche di sei amici, Jennifer Aniston, Courteney Cox, Matthew Perry, Matt LeBlanc, Lisa Kudrow e David Schwimmer. Vent’anni dopo, le piattaforme di streaming ripropongono tutte le stagioni, un marchio di fast food mondiale sta regalando pupazzetti con le facce dei protagonisti e i capelli di Aniston continuano a possedere vita e fama proprie (l’espressione “taglio alla Rachel” è universalmente riconosciuta).