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25 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 7:30
C’è un luogo comune duro a morire: quello che racconta i giovani italiani come distratti, superficiali, chiusi tra una partita alla PlayStation e un video su TikTok. Un racconto comodo, ripetuto spesso, che rassicura chi lo pronuncia più di quanto descriva davvero la realtà. Eppure, ogni volta che arriva un momento importante, accade qualcosa che smentisce tutto questo. E, puntualmente, molti restano sorpresi. È successo durante l’alluvione in Romagna, quando migliaia di ragazzi si sono trasformati negli “angeli del fango”, spalando, aiutando, ricostruendo in modo davvero commovente. È successo con le mobilitazioni per il clima, con le piazze riempite da milioni di giovani attivisti determinati a chiedere responsabilità e futuro.
Ma è successo anche in tanti altri momenti, spesso lontano dai riflettori: durante la pandemia, in silenzio, con reti diffuse di volontariato e supporto agli anziani e ai più fragili; nell’accoglienza dei profughi ucraini, con raccolte, assistenza e disponibilità concreta; nelle battaglie per i diritti civili e contro la violenza di genere; nella difesa della legalità a fianco di Libera e altre associazioni; e, non ultimo, attraverso il Servizio Civile Universale: dal 2001 ad oggi sono oltre 700mila i giovani che hanno dedicato tempo ed energia in questa vera e propria palestra di impegno e partecipazione, dalla quale si sono diffusi sensibilità e valori che riemergono ogni volta che conta.











