Un ragazzo travolto dalle brutte notizie, un circolo vizioso di uso dei social e stati di ansia. La storia di un ragazzo che soffre per la situazione mondiale e il parere della psicologa: “Avvicinarsi emotivamente senza risposte magiche”
di Veronica Mazza
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“Silvio è sempre stato un ragazzino sensibile, fin da piccolo. Quindi, non sono rimasta sorpresa dal suo pormi domande su quanto accade nel mondo, tra guerre che impazzano ovunque e le ingiustizie, i delitti efferati, sotto gli occhi di tutti. Ho pensato che parlarne con lui fosse utile e necessario, per filtrare le tantissime informazioni che gli arrivano sul telefono, e per provare a rassicurarlo. Invece, da qualche mese mio figlio manifesta un’ansia latente e persistente, continua a dirmi che ha paura di morire, che i conflitti arriveranno anche da noi”.
A raccontare è Daniela S., una donna di 42 anni che lavora nella comunicazione e vive a Roma. “Ho provato a dirgli di staccare dai social e ho continuato a mantenere aperto il canale di dialogo e si scambio sulle news, con lui; vedo dei miglioramenti, ma la sua paura persiste”.






