La psicologa: “Luca non ha smesso di avere interessi, né sembra anaffettivo; questo ci dice che non siamo di fronte a un vuoto, ma a una diversa modalità di abitare il tempo e i legami”
di Veronica Mazza
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“Non so più come fare: Luca ha 15 anni e praticamente non esce mai. Preferisce stare nella sua stanza, collegato al computer con gli amici online, e quando provo a convincerlo a fare qualcosa insieme fuori casa, mi risponde sempre che “non gli va” o che “è troppo stanco”. Annalisa C. è una madre sinceramente preoccupata. “Leggo la vostra rubrica, la trovo utile, vorrei approfittare per avere anche io un consiglio”, scrive. Lei ha 44 anni e vive a Torino, lavora nel settore immobiliare, sta cercando di comprendere l’atteggiamento del figlio: “Per provare a spronarlo, gli ho dato un tempo massimo giornaliero davanti ai videogiochi, sperando che in questo modo decidesse di uscire un po’ di più o di passare del tempo con i suoi amici di persona. Ma invece, si mette a guardare la televisione o a disegnare nella sua stanza. So che i tempi sono cambiati e che il mondo digitale fa parte della loro vita. Eppure non capisco perché si rifugino così tanto nei contatti virtuali, perché evitino gli amici reali, mentre io, quando ero ragazzina, non vedevo l’ora di stare insieme ai miei compagni di scuola, per chiacchierare e ridere. Mi sento impotente, vorrei che mio figlio costruisse relazioni basate sulla realtà, non la virtualità”. Se vuoi mandare la tua storia, scrivi a teentalk@repubblica.it la redazione la valuterà per la pubblicazione. Luca, introverso ma socievole






