Il nostro lettore racconta la fatica di comunicare con un adolescente che non si apre con i genitori. La psicologa: “Il silenzio è un messaggio”
di Stefania Medetti
Barbara sorride, ma Franco un po’ meno. “Il problema è che nostro figlio, che fra poco tempo dovrà scegliere l’indirizzo universitario, non ci dice nulla di quanto ha intenzione di fare”, racconta il papà veronese di nascita e milanese di adozione. “Edo è figlio unico e ha sempre avuto tutte le nostre attenzioni, magari ha bisogno di prendere un po’ le distanze”, aggiunge la mamma che lavora come insegnante di tedesco. Iscritto al liceo scientifico, Edoardo è uno studente capace, ma con alcune criticità in un paio di materie, ama uscire con gli amici e giocare a calcio. “I risultati scolastici sono altalenanti, ma i professori ci hanno rassicurato dicendo che a questa età è piuttosto frequente e spesso si tratta più di un problema di metodo e concentrazione che di comprensione”, prosegue il papà. Le difficoltà in famiglia nascono guardando avanti, quando il discorso cade sulla scelta dell’università. “Più che un discorso, è un monologo, perché se cerco di intavolare la conversazione, Edo mi ascolta ma non rimanda un feedback. Non riusciamo a capire se sia dubbio, disinteresse oppure se semplicemente ci vuole tenere fuori dalla conversazione”. L’argomento, anche se non è oggetto di scontro, è comunque un tasto sensibile in famiglia.






