Emanuela si dice preoccupata per quella che le appare una fuga dalla realtà di sua figlia, perché teme che potrebbe impattare sulla socialità a lungo termine

di Stefania Medetti

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Aperta, curiosa, ma con la tendenza a isolarsi. “Invece di cercare la compagnia degli amici, mia figlia preferisce stare nella sua stanza”, racconta Emanuela (il nome è di fantasia), insegnante elementare della provincia di Milano, separata e mamma di Anita, 16 anni, studentessa del liceo umanistico.

“Rispetto alle sue coetanee che incontro spesso nei luoghi di ritrovo dei giovani in paese, Anita si fa notare per la sua assenza”. Quando torna a casa da scuola, studia e poi resta nella sua stanza. Ma come passa il tempo? “Di preciso non lo so, perché la porta è chiusa, molto spesso a chiave. So quello che mi dice quando glielo chiedo: che fa un po’ di scrolling su Instagram, che guarda una serie oppure legge”. La situazione familiare favorisce questo stato di cose: i genitori di Anita, infatti, si sono separati quando aveva cinque anni e i rapporti fra padre e figlia si sono allentati con l’adolescenza. “Fino a quando era piccola, stava con il papà a weekend alterni, ma adesso che lui ha una nuova compagna e lei è cresciuta, si sente un po’ un terzo incomodo e preferisce stare a casa e, dunque, nella sua stanza”. Il papà di questo auto-isolamento non sembra preoccupato e lo attribuisce semplicemente a “una fase”. Effetti sulla vita familiare Per la mamma, invece, il problema è più ampio e comprende anche lo stato apparentemente apatico di sua figlia. “Certe volte, quando la chiamo, magari perché ho bisogno di una mano in cucina se rientro tardi, esce di malavoglia, appare imbronciata. A volte, ho addirittura la sensazione di disturbarla, come se interrompessi qualcosa che le interessa di più”. La vita a due accentua questa dinamica: “Questo stato d’umore, dico la verità, certe volte mi infastidisce. Sia ben chiaro, non mi aspetto che mia figlia debba sempre dimostrare allegria, però, mi farebbe piacere avere una persona normalmente partecipe accanto, invece di una ragazza spesso immusonita che sembra non desiderare altro di ritornare a richiudersi nel suo spazio”.