La nostra lettrice racconta l’impatto del comportamento imprevedibile della figlia sugli equilibri emotivi della famiglia
di Stefania Medetti
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“Certe volte, con mia figlia mi sembra di avere a che fare con il dottor Jekyll e Mr. Hyde: due persone completamente diverse in una”, commenta da Milano Sara, mamma di Giorgia, 16 anni, iscritta al liceo artistico. “Faccio fatica, infatti, a comprendere come mia figlia da sempre brava a scuola, studiosa e ordinata, si riveli poi completamente inaffidabile quando esce con gli amici”. Giorgia, figlia unica, vive con i genitori e, come racconta la mamma, non ha mai dato problemi: “Proprio perché siamo anche noi figli unici e sappiamo cosa significhi crescere senza un fratello o una sorella, abbiamo cercato di crescere Giorgia il più estroversa possibile. Fin da piccola ha partecipato a molte attività, campi estivi e oggi è una ragazza solare, che non fatica a fare amicizia. Al liceo, ha un gruppo affiatato e a noi fa piacere che esca con i suoi amici, vorremmo soltanto che fosse più affidabile”. Secondo la mamma, infatti, Giorgia non tiene sufficientemente conto dell’organizzazione familiare ed è quasi impossibile farle rispettare gli orari che lei stessa concorda. “Succede regolarmente: decidiamo insieme che deve rientrare a una certa ora e un quarto d’ora prima del “coprifuoco”, ci chiama chiedendo se può rimanere fuori più a lungo”. I genitori si risentono: “Se le dobbiamo dare un passaggio per tornare a casa, certe volte io o mio marito siamo già usciti, ci tocca aspettare in scooter o in macchina che arrivi”. Questo stato di cose crea delle tensioni: “Ci è difficile capire perché si comporti a questo modo, non le imponiamo di rientrare a una certa ora a tutti i costi, ma se insieme decidiamo un orario di rientro, vorremmo che non cambiasse tutte le volte”. Se vuoi mandare la tua storia, scrivi a teentalk@repubblica.it la redazione la valuterà per la pubblicazione.






