Scrive una mamma torinese, preoccupata per la figlia quindicenne. La risposta della psicologa: “I figli a volte costruiscono delle convinzioni negative su se stessi nonostante l’amore e le attenzioni dei genitori”
di Veronica Mazza
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“Mia figlia Beatrice, 15 anni, fin da quando era una bambina è sempre stata molto precisa, attenta e sensibile. Ha una grande determinazione e senso di responsabilità, che la portano ad impegnarsi molto in tutte le attività che svolge. Sono molto orgogliosa di lei, perché è una ragazza fantastica e a scuola è bravissima, ma ultimamente mi sono resa conto che non riesce a godere dei suoi successi, perché li vive con angoscia e pretende da se stessa sempre di più. Non è mai contenta, mi dice in continuazione che può fare di più, studia e basta. Credo stia diventando troppo perfezionista e mi preoccupa la sua ansia da prestazione, ingiustificata considerando che al liceo scientifico ha ottimi risultati”. A scrivere è Giulia V., 45 anni, un impiego nell’immobiliare e una vita a Torino. “Sono molto preoccupata per lei, perché né io né il padre le abbiamo mai fatto pressione. Non c’è mai stato bisogno di stimolarla a dare il meglio di sé, visto che lei già lo fa di suo. Ho provato a parlarle, a dirle che nessuno è perfetto e che anche i fallimenti nella vita servono a diventare grandi, ma mi risponde che non la capisco e che siamo diverse. Ha superato il limite quando mi ha accusata di essere una ‘perdente’. Vorrei il consiglio di una vostra esperta per provare ad aiutare Bea, per liberarla da questa preoccupazione spasmodica per essere sempre ‘perfetta’”.






