La nostra lettrice racconta di aver acconsentito alla richiesta della figlia perché lei non chiudesse il canale di dialogo con i genitori, ma teme di aver perso autorità

di Stefania Medetti

4 minuti di lettura

“Il desiderio di farsi un piercing alla narice è nato quando mia figlia Fedra, oggi 14enne, era in seconda media”, racconta Isabella, mamma che lavora come libera professionista a Miilano. “L’aveva visto fare a sua cugina due anni più grande di lei e si era innamorata dell’idea”. Come spesso succede con gli adolescenti, da lì in avanti sono stati mesi di richieste pressanti per ottenere un sì che, per anni, non è arrivato. “Le abbiamo subito detto ‘no’ e anche spiegato le ragioni: in primo luogo, perché frequentava una scuola media conservatrice in fatto di abbigliamento. In secondo luogo, perché ci sembrava troppo piccola e infine perché pensavamo che dovesse essere una scelta meditata, non un desiderio estemporaneo”. La conversazione sul brillantino al naso, dunque, è continuata e Fedra ci ha costruito un “caso”, fino a esasperare i genitori.

Se vuoi mandare la tua storia, scrivi a teentalk@repubblica.it; la redazione la valuterà per la pubblicazione