La nostra lettrice racconta la difficoltà di far comprendere al figlio l’impatto che l’uso sbagliato della tecnologia può avere sul suo futuro, e l’esperta la invita a sperimentare un diverso approccio al problema
di Stefania Medetti
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Claudia racconta una storia purtroppo comune a troppe famiglie: “Non bastavano i videogame e i social, che hanno fagocitato la vita dei nostri ragazzi, adesso ci si mette anche l’intelligenza artificiale che danneggia i loro risultati scolastici”. ChatGpt, infatti, è diventata la scorciatoia che suo figlio Piero (il nome è di fantasia), 15 anni, studente al liceo sportivo in una grande città del nord, utilizza per evitare la fatica di fare i compiti.
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