«La collaborazione tra Istituzioni rappresenta un valore a cui mai bisogna sottrarsi, ma la Regione, che già esercita un ruolo sussidiario e di supporto, non può sostituirsi alle responsabilità e alle competenze proprie del Comune». È un «braccio di ferro» a suon di pec e carte quello che si è innescato, sul trasporto pubblico locale, tra l’assessorato alle Infrastrutture e il Comune di Potenza, dopo che il sindaco del capoluogo, Vincenzo Telesca, ha deciso di non firmare il contratto di servizio e di rimettere tutto nelle mani della Regione. Prima l’assessore regionale al ramo, Pasquale Pepe, poi il Dipartimento, con il direttore generale Antonio Altomonte, hanno respinto al mittente le accuse, chiedendo al Comune di procedere. In particolare, con una nota tecnica «si intima il Comune di Potenza di procedere senza ulteriore indugio, e comunque entro il primo luglio, alla sottoscrizione della Convenzione e del Contratto di Servizio. Imputando al Comune “ogni conseguenza derivante dall’eventuale interruzione del pubblico servizio di trasporto» e ribadendo «con la massima fermezza l’infondatezza e la non veridicità delle premesse di fatto poste a fondamento della prospettata rinuncia alla delega in materia di trasporto pubblico locale e della connessa revoca della delibera di Consiglio Comunale». «Nessun maggiore onere economico grava, né potrà gravare, sul bilancio del Comune di Potenza rispetto al costo storico, restando l’intero incremento del corrispettivo contrattuale a carico del bilancio regionale – viene evidenziato nelle carte – Il fondo regionale della legge 20 del 2008 non risulta in alcun modo definanziato, mentre resta fermo l’obbligo del Comune di Potenza di garantire la continuità del pubblico servizio di trasporto».
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