Potenza, caso Miccolis e trasporto pubblico, il sindaco Telesca non firmerà il contratto se la Regione non stanzierà 650.000 euro. La somma servirà come soluzione ponte e al momento non ci saranno licenziamenti
POTENZA – Fare presto. A dodici giorni dalla data ultima (30 giugno ndr.) per la firma del contratto con la Miccolis, fare presto è un imperativo categorico altrimenti dal prossimo primo luglio scatteranno 150 licenziamenti (tra personale amministrativo e autisti) e sarà blocco totale del trasporto pubblico urbano.Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro che si è tenuto ieri mattina, giovedì 11 giugno 2026, nella Sala dell’Arco del Comune, tra il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca e i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil (Luigi Ditella, Leonardo Pace e Vito Lucia).Dopo il duro scontro istituzionale tra Comune e Regione, che si è consumato tra martedì e mercoledì scorso anche ieri il sindaco di Potenza ha mantenuto il punto.
POTENZA, TRASPORTO PUBBLICO IL SINDACO MANTIENE IL PUNTO
Senza un ulteriore contributo regionale – al momento basterebbero 650.000 euro per procede alla firma del contratto (650.0000 euro che coprirebbero il semestre luglio-dicembre ndr.) – il primo cittadino del capoluogo, come già dichiarato più e più e più volte, non firmerà il contratto. E su questo è irremovibile, costi quel che costi. Per Telsca il costo del servizio è salito da 6,6 a 8,3 milioni di euro. Alla luce anche di quanto accaduto un abisso separa Comune e Regione. Regione che, di mettere sul piatto ulteriori fondi, proprio non ne vuol sapere anche alla luce dell’atto ufficiale inviato dal sindaco Telesca che ha comunicato che dal prossimo primo luglio il trasporto pubblico cittadino sarà in capo alla Regione.







