“Sono spaventato dall’ipotesi dell’affidamento in house sui servizi minimi che prevederebbe l’esubero di 100 lavoratori, oltre ad un drastica diminuzione dei servizi per gli utenti”. Luigi Ditella, segretario regionale della Cgil trasporti, va dritto al punto. Per il futuro del trasporto pubblico urbano di Potenza questa è una settimana decisiva, strategica. Dopo la Commissione consiliare regionale della settimana scorsa, sono momenti complessi per il comparto, i suoi lavoratori e le loro famiglie in vista della data del 24 maggio, termine ultimo per la firma del contratto da parte del Comune di Potenza. Sono settimane che l’Amministrazione Telesca spiega di non avere i fondi necessari per la firma del contratto a causa delle difficoltà finanziarie dell’ente (circa 600 mila euro per quest’anno ed un milione e duecentomila euro per i due anni successivi) e tra le ipotesi per fronteggiare la situazione vi è proprio la possibilità dello svolgimento del servizio con i soli 35 bus di proprietà comunale. Riducendo, nel contempo, le corse.
“Ci aspettiamo l’audizione in Commissione consiliare regionale. Vogliamo capire il sindaco Telesca che intenzioni ha, anche perché oggi c’è una diffida a procedere con i cambi di appalto quindi l’unico attore che può dirci qualcosa è lui. Noi siamo pronti a fare tutto, anche perché a Potenza l’azienda cessante e subentrante è la stessa”, continua il segretario della Cgil, confermando che lo sciopero previsto per il 29 maggio è stato spostato al prossimo 12 giugno. “E’ una situazione paradossale, fermo restando che, secondo me, il sindaco Telesca dovrebbe sottoscrivere il contratto perché è quello uscito dallo schema di convenzione sottoscritto dal Comune di Potenza in cui venivano indicate le coperture” aggiunge ancora l’esponente sindacale che evidenzia i timori per i posti di lavoro.








