Dal piano socio-sanitario piemontese definito «un’occasione mancata» ai trasporti pubblici locali «da potenziare», con occhi vigili a «pensionamenti e servizi per gli utenti». Dal reclamo di «una visione strutturale della politica» per l’industria alla richiesta di «prospettive in vista della scadenza del Pnrr». Passando poi all’automotive in affanno, all’istituzione di una Zona economica speciale (Zes) e al futuro del gruppo Gedi. Sono alcuni dei temi al centro del confronto tra i tre segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Giorgio Airaudo, Luca Caretti e Gianni Cortese, che si è tenuta ieri nella sede de La Stampa. Lo sguardo proiettato al 2026, i bilanci dell’anno appena trascorso. Convergenze e divisioni sono il sale del dibattito. Primo quesito: lo sgombero di Askatasuna, la messa in soffitta del progetto di «bene comune» e le contestazioni per strada degli ultimi mesi.
Spazi sociali, investimenti e crisi industriali
La confluenza sul «ruolo degli spazi sociali» e la denuncia degli assalti non si fanno attendere. Passaggio poi su investitori stranieri in Piemonte e internazionalizzazione delle aziende. La lente finisce anche su realtà recentemente oggetto di passaggi di proprietà come Iveco e Italdesign. La sintesi: «Necessità di dialogo nei tavoli regionali», «carenza di politica industriale» e «perdita di competenze, compresa la siderurgia con il caso dell’ex Ilva». Spunta così la proposta per far diventare il Piemonte una Zes, cioè un’area strategica per regioni in cui le imprese possono beneficiare di incentivi fiscali, come crediti d’imposta e agevolazioni, oltre a procedure burocratiche semplificate. Airaudo, sul punto, insiste. Mentre gli altri due segretari restano più morbidi. Una divisione che si proietta anche sulla transizione ecologica che sta investendo l’automotive. Per il segretario della Cgil l’elettrico è «il futuro». Caretti è più ottimista sulla produzione della 500 ibrida lanciata da Stellantis a Mirafiori. Mentre Cortese sostiene che la conversione green è ancora tutta da definire.






