«Autisti che mancano, tagli alle tratte, ritardi e corse che saltano a scapito di migliaia di cittadini che, ogni giorno, si spostano sugli autobus per coprire il percorso casa-lavoro». È per tutta questa serie di motivi che venerdì mattina alle 10, davanti al Grattacielo della Regione Piemonte, si svolgerà una mobilitazione per denunciare le problematiche che affliggono il trasporto pubblico. Un’iniziativa che vede come capofila la sigla sindacale della Cgil insieme ad altre sette realtà come Legambiente, Federconsumatori, Unione degli Universitari, Fridays for Future, Co.M.I.S., Arci Piemonte e Libera. Una manifestazione che arriva dopo le assemblee che nei mesi scorsi si erano svolte nelle altre province di Asti, Alessandria, Biella, Novara, VCO, Vercelli e Cuneo. «Oggi in Piemonte la possibilità di usufruire di un trasporto pubblico locale dignitoso, quindi di treni e autobus, è negato a gran parte della popolazione, quella che per condizioni economiche e sociali ne avrebbe più bisogno come lavoratrici, lavoratori, giovani, pensionati e pensionate che pagano tutti i giorni l’inefficienza di un trasporto largamente insufficiente – dicono gli organizzatori – Non solo insufficiente ma anche vecchio, che non ha saputo adeguarsi agli stili di vita e alle abitudini che si modificano, al territorio e al lavoro che cambia e si trasforma». Bus datati e inquinanti Una situazione che viene ben fotografata dai numeri presentati dalla Cgil Piemonte, riferiti al 2023. Il parco autobus regionale è costituito da 2.403 mezzi, con un’età media della flotta di 10,65 anni. «Questo nonostante la vita “utile” dei mezzi e le condizioni del contratto di servizio non dovrebbero superare la durata di 9 anni». Nonostante nel 2023 siano stati immatricolati 350 nuovi autobus, che rappresentano circa il 10% del parco mezzi regionale, sono ancora molti i mezzi che hanno addirittura superato i 18 anni di età. Nel 2023 il 18% dei mezzi era ancora Euro 2 e Euro 3, il 4% Euro 4 e solamente il 2% elettrico. A questo, si aggiunge che in 5 anni la flotta è diminuita di circa 500 unità. Gli addetti Un altro problema urgente, che viene denunciato dagli organizzatori della mobilitazione di venerdì, riguarda anche gli addetti. «Questi ultimi nel 2023 erano 5.792, dal 2012 sono diventati oltre mille in meno (-15%), dal 2019 sono circa il 9% in meno – aggiungono – Oltre il 30% degli autisti, inoltre, ha un’età superiore ai 55 anni e le nuove assunzioni non hanno mai compensato le uscite dovute a pensionamenti e dimissioni». Secondo l’analisi svolta dal sindacato, la stima delle ore di straordinario pro-capite, per ciascuna azienda, evidenzia una carenza di circa 600 autisti. «Tutti questi dati dimostrano una programmazione inesistente da parte della Regione, carente della necessaria visione d’insieme riguardo al trasporto pubblico locale – spiegano – Per questi motivi la Cgil Piemonte, insieme alle altre associazioni, ha deciso di intraprendere nei mesi scorsi un percorso dal titolo “Il trasporto che ci salva”». Fra le rivendicazioni avanzate da sindacato e associazioni, c’è anche quella per chiedere maggior sicurezza a bordo di bus, treni e nelle stazioni.
Trasporti, venerdì 10 ottobre mobilitazione della Cgil davanti al Grattacielo Piemonte
La protesta contro «autisti che mancano, bus troppo vecchi, tagli alle tratte, ritardi e corse che saltano»








