«Così non si può andare avanti. Questi disservizi vanno risolti rapidamente. In caso contrario chiederemo un confronto ai vertici di Arriva e valuteremo l’applicazione di penali». A parlare è Marco Gabusi, assessore ai Trasporti della Regione. Il riferimento è ai problemi che, da una quindicina di giorni, coinvolgono Arriva Italia, una delle aziende che gestiscono il trasporto pubblico extraurbano nell’area torinese. Ogni giorno, lungo le trentuno linee gestite nel capoluogo e nell'area circostante, saltano decine di corse. È accaduto anche ieri, quando sono stati sedici i bus di colore azzurro che non si sono presentati alle fermate: sei sulla Torino-Caselle aeroporto, quattro sulla Torino-Piobesi, due sulla Ivrea-Chivasso, due sulla Torino-Aosta e due sulla Ivrea–Pont-Saint-Martin.
Disagi pesanti per i passeggeri
Le cancellazioni si traducono in disagi pesanti per i passeggeri, molti dei quali utilizzano quotidianamente i mezzi per raggiungere le scuole e i posti di lavoro. I bus non passano perché, al mattino, non c'è un numero sufficiente di autisti per coprire tutte le corse. Le defezioni sono dovute a uno stato di agitazione dei conducenti, che lamentano un taglio unilaterale di 250 euro al mese di benefit dal loro contratto. Per questo non si presentano al lavoro per i turni di straordinario, indispensabili per coprire per intero il servizio. L'azienda, con una nota, sottolinea che la decisione di disdettare l’accordo contrattuale con i lavoratori, che risaliva al 2010, è stata «difficile e sofferta, ma necessaria. Prima di procedere Arriva ha rappresentato in più occasioni alla controparte sindacale l’esigenza di avviare interventi concreti». L’assenza di riscontri, aggiunge Arriva, ha obbligato l’azienda a procedere. «Arriva è un'azienda privata sulla cui gestione non possiamo intervenire – aggiunge Gabusi - ma deve garantire ai cittadini il servizio che le è stato affidato».






