“Rivolgiamo un appello al presidente della Regione Basilicata, al sindaco di Potenza e ai rispettivi uffici competenti affinché venga immediatamente aperto un tavolo istituzionale permanente che consenta di individuare, entro il 31 agosto, una soluzione condivisa, giuridicamente sostenibile e finanziariamente certa. È necessario che ciascuna Istituzione eserciti le proprie prerogative nel rispetto delle competenze attribuite dalla legge e dei principi costituzionali di leale collaborazione tra enti e di buon andamento della pubblica amministrazione, evitando che interpretazioni divergenti delle rispettive responsabilità possano compromettere un servizio pubblico essenziale”.
Il richiamo “alla responsabilità” sulla vertenza del trasporto pubblico urbano, i segretari regionali della Filt Cgil, Luigi Ditella, e della Uil trasporti, Vito Lucia, lo lanciano nella tarda mattinata di ieri, dopo che il “braccio di ferro” tra Regione e Comune di Potenza esplode ancora. Poche ore prima il segretario regionale della Fit Cisl, Sebastiano Colucci, proclamava lo stato di agitazione ed uno sciopero per i primi giorni di apertura delle scuole, sollecitando la Regione ad avocare a sé le competenze in materia di trasporto pubblico locale. Una sollecitazione che arrivava a meno di un mese dalla scadenza della proroga di due mesi decisa dalla Regione. “La proroga tecnica concessa a fine giugno ci aveva fatto erroneamente pensare a un momento di pausa di riflessione per giungere a una soluzione definitiva. Constatiamo, invece, che quel tempo è stato colpevolmente sprecato: il perentorio rifiuto di sottoscrivere il contratto fa ripiombare il servizio nell’anarchia“ spiegava il segretario Colucci. Una presa di posizione che provocava l’immediata risposta del Comune di Potenza che replicava all’accusa di “immobilismo” specificando che “la competenza è della Regione: la convenzione di delega non è mai stata firmata, ed è arrivata il 5 febbraio, a gara assegnata”. “Un amministratore pubblico non può sottoscrivere un contratto da oltre 8,3 milioni di euro annui, con un incremento di 1,7 milioni rispetto all’attuale, senza avere la certezza delle coperture finanziare” evidenziava il Comune. Posizioni diverse, dunque, come lo scontro politico che sulla vicenda si è innescato tra maggioranza ed opposizione. Ad appellarsi alla Regione è il capogruppo del Pd in Consiglio Regionale, Piero Lacorazza.







