Hanno incrociato le braccia, riunendosi in presidio sotto la Prefettura di Milano. I dipendenti delle farmacie comunali e speciali ieri hanno scioperato anche in Lombardia: una mobilitazione nazionale proclamata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs nell’ambito della vertenza per il rinnovo del Ccnl sottoscritto con Assofarm, scaduto il 31 dicembre 2024. La mobilitazione arriva, spiegano i sindacati, "al termine di un lungo e complesso confronto che non ha prodotto risultati soddisfacenti né sul piano economico né su quello normativo, nonostante i ripetuti tentativi di dialogo e il ricorso alle procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla normativa vigente". Ieri una delegazione è stata ricevuta dalla Prefettura. "Una interlocuzione positiva – spiega Valeria Cardamuro, della Uiltucs – per tutelare un servizio essenziale di prossimità al cittadino. Abbiamo chiesto un incontro anche alla Regione, perché è importante sbloccare questa trattativa su un servizio fondamentale nei grandi e nei piccoli comuni".
Al centro della vertenza "il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni, fortemente eroso dall’aumento del costo della vita, la valorizzazione delle professionalità e il riconoscimento del ruolo sempre più centrale svolto dalle lavoratrici e dai lavoratori delle farmacie pubbliche" nell’ambito della farmacia dei servizi e dell’assistenza sanitaria di prossimità. Il contratto interessa oltre 6.000 addetti in tutta Italia. In Lombardia sono coinvolte circa 400 farmacie comunali e circa 1500 lavoratori. Secondo i sindacati, "la vertenza riguarda non soltanto l’adeguamento delle condizioni di lavoro e salariali, ma investe direttamente la qualità e la tenuta di un presidio pubblico essenziale, sempre più chiamato a rispondere ai bisogni di salute, prevenzione e assistenza dei cittadini".












