“Una parte della storia della politica italiana non ha mai accettato il 25 aprile”. Con questa affermazione lo storico delle organizzazioni criminali Enzo Ciconte ha aperto il suo intervento al Festival Trame 2026 di Lamezia Terme, in occasione della presentazione del volume “Storia dell’altra Italia” (Laterza), in dialogo con il giornalista Gianfranco Manfredi.
L’incontro ha offerto una lettura complessiva della storia repubblicana italiana, interpretata attraverso una chiave di lettura centrata su violenza politica, conflitto ideologico e trasformazioni degli equilibri istituzionali.
Dal dopoguerra alla Guerra fredda: la frattura politica dell’Italia
Nel suo intervento, Ciconte colloca l’analisi nel contesto del secondo dopoguerra, segnato dal passaggio dall’antifascismo all’anticomunismo, definito come asse centrale della nuova fase politica italiana. In questo scenario, l’Italia si sarebbe trovata – secondo la ricostruzione proposta – in una condizione di “sovranità limitata”, influenzata dal contesto della Guerra fredda e da una forte contrapposizione tra blocchi internazionali.
Una fase in cui, sempre secondo lo storico, si sarebbero stratificati equilibri politici e istituzionali complessi, destinati a incidere profondamente sulla storia successiva del Paese.











