«Ogni anno il Parlamento approva decine di leggi, ma non è riuscito ad approvarne una che punisca chi usa violenza in relazione all’identità di genere o all’orientamento sessuale. In giro ci sono ancora persone come Vannacci, che pensa che i diritti per le persone LGBTQIA+ ci siano già perché possono guidare o andare in ospedale». Luciana Littizzetto è tra le ambasciatrici di EuroPride Torino 2027, annunciata ieri mattina dal Comitato organizzatore. Cosa significa avere l’EuroPride a Torino? «È una cosa molto particolare, molto potente. Si parla di Europa, e l’Europa vuol dire far sì che si possa arrivare a una enorme fetta di popolazione. Che poi sia a Torino è ancora più bello, perché vuol dire che è una città che apparentemente non si muove (bogia nen) ma invece bogia eccome, si muove molto». Torino è avanti sul fronte dei diritti della comunità LGBTQIA+? «Certo che sì. A Torino di cose se ne fanno tante. Si parla, si fanno conferenze, si fanno dibattiti. L’EuroPride – e il Pride in generale – non è soltanto il carrozzone su cui si sale e si fa festa con i lustrini, è tutto il resto. E, ripeto, è importantissimo che tutta l’Europa lo veda, visto quello che sta succedendo». Cosa sta succedendo? «Be’, ad esempio è passato il ddl Valditara. Alle elementari non si può parlare di educazione sentimentale e sessuale. Alle medie e alle superiori si deve chiedere il permesso ai genitori. Una cosa enorme che sta passando così, quasi in silenzio».