Uno dei primissimi applausi è per Silvio Berlusconi. Sullo schermo scorrono le immagini di un video del 2016 in cui l’ex presidente del Consiglio parla della necessità di garantire diritti alle persone omosessuali: inizia così nella sala di Montecitorio News, a due passi dal Parlamento, la prima iniziativa istituzionale del movimento Gay Conservatori & Liberali. L’obiettivo è la presentazione della proposta di legge «Disposizioni in materia di contrasto alle discriminazioni fondate sul sesso e sull'orientamento sessuale» (Pdl Libertà), che si pone come alternativa al ddl Zan, bocciato cinque anni fa. Un’iniziativa a pochi giorni dal Pride di Roma, la più grande manifestazione Lgbtq+ italiana che sfilerà sabato 20 agosto.

«È una proposta di buon senso», spiega l’avvocata Andrea Catizone che ha lavorato alla sua formulazione fianco a fianco con Francesca Pascale. Ma la distanza dal ddl Zan emerge già dalle definizioni contenute nell’articolo 2 dove il testo definisce il sesso come «sesso biologico o anagrafico della persone» e l’orientamento sessuale come «l’attrazione affettiva o sessuale nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso o di entrambi i sessi». Manca completamente il riferimento all’identità di genere, che di fatto scompare. «Di fatto le persone trans (quelle più vulnerabili e sotto attacco) sono escluse in quanto la transessualità non è un orientamento sessuale», commenta quasi in diretta sui social Vladimir Luxuria.