VENEZIA - Niente consiglio federale della Lega, la riunione annunciata per oggi non è stata convocata. E mentre c'è chi si aspetta che a questo punto salti anche il "ritiro" dei primi di luglio in terra trevigiana, la situazione è di stallo. Tante indiscrezioni, nessuna decisione. Raccontano di un forte pressing di Matteo Salvini su Massimiliano Fedriga, un corteggiamento per tentare di convincere il governatore del Friuli-Venezia Giulia ad accettare l'incarico di vicesegretario federale visto che il veneto Luca Zaia, senza garanzie certe su un partito strutturato sul territorio, ha declinato l'offerta di una carica, a quel punto solo onorifica, di "numero due". Chi sa, racconta che la bozza del nuovo statuto fosse pronta, scritta da Calderoli e concordata con Zaia e Fedriga, un disegno però indigeribile per il Capitano Matteo: lui segretario federale, sì, ma al Nord il partito in mano a Luca e Max, peraltro con poteri amplissimi, mano libera su liste e candidature, autonomia nella formazione delle alleanze e pure finanziaria. Il modello bavarese Cdu-Csu già lanciato da Zaia lo scorso autunno dal palco di Pontida e che potrebbe essere realizzato con un cambio pesante dello statuto del partito. Chi sa, racconta che Salvini non intenda abdicare. Ma racconta pure che il fronte del Nord sia rimasto compatto: o il ticket Zaia-Fedriga, o niente.