Un congresso straordinario della Lega prima delle politiche. Con la presa d’atto che il partito a trazione sovranista è superato, si deve tornare alla Lega “original”: federale, ancorata ai territori, liberale in economia e sui diritti. La Lega sbarca nella terra del prosecco. Ma la due giorni di Treviso, chiesta da Matteo Salvini ai governatori del nord, e in primis al presidente del consiglio regionale veneto Luca Zaia, si annuncia come un amaro calice per il segretario del Carroccio.

L’appuntamento era stato fissato per il 19 e 20 giugno, ma sarà spostato probabilmente alla settimana successiva per la concomitante visita di Papa Leone nel nord. Cadrà dunque il giorno dopo l’inizio dell’iter parlamentare della della legge elettorale.

“Sarà un confronto vero. La situazione è grave. Non servono più rammendi”, spiega un parlamentare veneto ad Huffpost, citando il sondaggio di Youtrend per Sky Tg24 che attesta la discesa del Carroccio sotto la soglia del 6 per cento, che viene rilanciato di chat in chat. “Siamo in picchiata, bisogna fare qualcosa”. Deputati e senatori osservano anche i post di Roberto Vannacci: il capo di Futuro nazionale celebra ogni giorno un nuovo traguardo. “Ottantamila tessere. Effetto Marina Berlusconi”, dice nell’ultima uscita social. Tesseramenti a parte, se nei sondaggi la Lega scende al 5,9, Futuro Nazionale sale: al 4,8 per cento secondo il sondaggio Ipsos per il Corriere della Sera. L’incubo del sorpasso è dietro l’angolo. E alimenta le tensioni di queste ore, con alcuni parlamentari tentati di sbarcare in Futuro Nazionale. Lo ha già fatto Laura Ravetto, potrebbero farlo a breve altri leghisti (tra i nomi che circolano, Erik Pretto, Gianangelo Bof, gli ex leghisti Davide Bergamini e Attilio Pierro). Fuoriscite di peso anche in Veneto, a cominciare da Alberto Villanova, ex capogruppo in consiglio regionale.