"Io rispetto i militanti che mi hanno chiesto l’anno scorso di lavorare per altri quattro anni e questo farò". Così il vicepremier e leader leghista Matteo Salvini smentisce ogni ipotesi di congresso anticipato a uno dei gazebo indetti ieri dal Carroccio per la scelta del sindaco di Milano a proposito degli striscioni apparsi negli ultimi giorni e promossi anche da esponenti locali – come la consigliera veneta Elisa De Berti – per chiedergli di farsi da parte e lasciare che Luca Zaia diventi il nuovo segretario del Carroccio. Sta di fatto che la Lega viaggia verso uno showdown interno in vista delle prossime Politiche 2027 e il rischio che l’avanzata di Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci riduca il partito vicino al limite della soglia di sbarramento del 3% tenuto solo dal voto storico nel Nord.

"Io adoro la democrazia e il confronto con chi non la pensa come me". Aggiunge Salvini informando che "con Zaia e Fedriga in questi ultimi 10 giorni mi sono sentito non spesso ma spessissimo" a proposito del progetto di nuova cabina ristretta di raccordo con i territori che dovrebbe essere varato nel corso del raduno del prossimo fine settimana in provincia dia Treviso. "C’è un organismo scelto da tutti ed è stato Fedriga a chiamare le persone, quindi ci siamo. Domani (oggi, ndr) si lavora", insiste il leader del Carroccio sostenendo l’esigenza di guardare "a cosa accade nel mondo" invece che alle beghe interne. Al ‘ritiro’ della Lega del 4 e 5 luglio a Mogliano Veneto "parleremo di temi – conclude il leader –. Se facciamo squadra, come Lega non ce n’è per nessuno".