MondoSegui Domani su Google17 giugno 2026 • 07:00Aggiornato, 17 giugno 2026 • 10:28La lunga chiusura dello Stretto è stata una specie di battaglia esistenziale tra passato e futuro dell’energia: se il mondo non è crollato nonostante il blocco di un quinto delle fonti fossili è perché rinnovabili, auto elettriche e batterie hanno permesso di assorbire lo shock. Barbabella, coordinatore Italy for Climate: «Nel mondo dell'impresa italiana molti hanno capito quanto sia strategica l'elettrificazione»«Let the oil flow», fate scorrere il petrolio, ha detto Donald Trump per annunciare il fragile accordo di pace con l’Iran da firmare venerdì, con annessa riapertura per affari dello stretto di Hormuz, dal quale passava un quinto degli idrocarburi consumati al mondo. Dalla guerra in Ucraina in poi non si parla più del cambiamento climatico come ragione primaria dello sviluppo dell’energia pulita, ma di convenienza economica e industriale, come in uno scontro tra paradigmi energetici. La lunga chiPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Ferdinando CotugnoGiornalista. Napoletano, come talvolta capita, vive a Milano, per ora. Si occupa di clima, ambiente, ecologia, foreste. Per Domani cura la newsletter e il podcast Areale, ha un podcast sui boschi italiani, Ecotoni, sullo stesso argomento ha pubblicato il libro Italian Wood (Mondadori, 2020). È inoltre autore di Primavera ambientale. L’ultima rivoluzione per salvare la vita umana sulla Terra (Il Margine, 2022).