Digital Round TableIl confronto a Radio 24 degli esperti sulle strategie per ridurre costi e dipendenza energetica, puntando su fonti rinnovabili, efficienza e nuove tecnologie in un contesto di incertezza globaledi Maurizio Melis12 giugno 2026Viviamo la seconda grave crisi energetica in pochi anni, legata al venir meno di un’importante filiera di approvvigionamento di gas naturale e petrolio, in un contesto internazionale sempre più incerto e di difficile prevedibilità, dove l’Italia soffre cronicamente del più alto prezzo d’Europa dell’energia elettrica e di una dipendenza dal gas naturale che non trova equivalenti in nessun Paese manifatturiero.Una situazione che ha riportato in primo piano il dibattito sul futuro energetico del Paese tra transizione ecologica, ritorno al nucleare e nuove geografie dell’energia.Quali soluzioni possiamo mettere in campo, se non per risolvere i problemi domani, almeno per non ritrovarci ugualmente esposti alla prossima crisi, tra due, tre o cinque anni?Possono convivere sicurezza energetica e sostenibilità con costi accettabili dell’energia?C’è contraddizione tra il processo di transizione energetica immaginato per combattere la crisi climatica e quanto dobbiamo fare per assicurare al Paese energia sicura e a prezzi accettabili?4. Giacché vento e sole sono parzialmente complementari (per esempio il vento è spesso più abbondante d’inverno che d’estate ed è presente anche di notte), un oculato bilanciamento tra le due fonti può rendere la loro gestione più semplice e ridurre il fabbisogno di infrastruttura elettrica addizionale. Oggi è la produzione eolica a essere in ritardo rispetto a quella fotovoltaica. È dunque prioritario sviluppare l’energia dal vento e, più in generale, diversificare quanto più possibile le fonti rinnovabili per beneficiare dei diversi profili di produzione che le caratterizzano. Geotermico, cogenerazione a biomassa e waste-to-energy possono dare, in tal senso, un contributo fondamentale, qualitativo ancor prima che quantitativo.5. L’elettrificazione è il fattore chiave per garantire il successo della transizione energetica. Aumentare i consumi di elettricità a scapito dei combustibili crea infatti spazio per nuove fonti di energia elettrica e allontana le criticità, come il rischio di saturare la rete di fonti aleatorie e di avvicinarsi troppo alla soglia del 70-80% (vedi sopra), oltre la quale la gestione dell’aleatorietà richiede soluzioni oggi non ancora mature (come l’idrogeno).6. L’energia nucleare può offrire indiscutibili vantaggi in termini di diversificazione e sicurezza energetica, ma la sua capacità di incidere positivamente sul prezzo dell’energia elettrica è oggi una speculazione, dato che non esiste un’offerta commerciale di reattori SMR (Small Modular Reactor) o AMR (Advanced Modular Reactor) nel mondo. Da qui la necessità di vedere le carte del “nuovo nucleare” (certo, facendosi trovare pronti) prima di immaginare piani di adozione su larga scala che, comunque, non potrebbero sortire effetti rilevanti sul mercato dell’energia prima di aver raggiunto una massa critica quantificabile, se parliamo di SMR, in qualche decina di reattori. Non è realistico che ciò possa accadere prima di una ventina d’anni.7. Nessun piano di transizione energetica può avere successo senza che sia accompagnato da significativi investimenti, pubblici e privati, in efficienza energetica, a partire dal settore edilizio.8. L’Italia dispone di riserve limitate di idrocarburi e, tuttavia, questo potenziale non è sfruttato pienamente, soprattutto alla luce delle nuove tecnologie estrattive che hanno permesso a Paesi quali Stati Uniti e Cina di incrementare significativamente la propria produzione di idrocarburi. La sostituzione, anche parziale, degli idrocarburi di importazione con idrocarburi nazionali (almeno fino a quando ce ne sarà bisogno) non è in contrasto con la transizione energetica e può contribuire, se non a ridurre il prezzo dell’energia, almeno a diminuire la vulnerabilità energetica del Paese.
Crisi energetica e soluzioni tra rinnovabili, nucleare e investimenti per un futuro sostenibile e sicuro
Il confronto a Radio 24 degli esperti sulle strategie per ridurre costi e dipendenza energetica, puntando su fonti rinnovabili, efficienza e nuove tecnologie in un contesto di incertezza globale










