La guerra in Medio Oriente ci ha messo di fronte alla «maggiore minaccia alla sicurezza energetica globale nella storia», con rischi per l’economia e i conti pubblici che nei Paesi emergenti potrebbero innescare addirittura «una spirale mortale». Ma «la gravità della situazione non sembra essere ben compresa dai responsabili politici di tutto il mondo». Il direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), Fatih Birol, intervistato dal Sole 24 Ore, non nasconde di essere preoccupato. Forse anche per la scarsa efficacia dimostrata dai rimedi finora messi in campo, comprese le iniziative dell’organismo di cui è alla guida, che – dopo il maxi rilascio di scorte strategiche deciso la settimana scorsa – venerdì 20 ha diffuso un vademecum di consigli su come risparmiare energia: suggerimenti che riportano alla memoria gli anni 70, come le targhe alterne e le domeniche a piedi, ma anche il periodo del Covid, quando incoraggiano allo smart working e alla rinuncia ai viaggi in aereo.

L’Aie ha ripetuto spesso che questa crisi è di una gravità senza precedenti

È così: siamo di fronte alla maggiore minaccia alla sicurezza energetica globale che si sia mai verificata nella storia. E la ragione per cui continuo a ripeterlo è semplice. Nelle due crisi petrolifere degli anni 70, nel 1973 e nel 1979, abbiamo perso complessivamente circa 10 milioni di barili al giorno di greggio. Ad oggi secondo i nostri dati ne stiamo perdendo 11 milioni al giorno, quindi questa crisi è più grave di quelle degli anni 70 messe insieme. Il secondo punto riguarda il gas naturale: dopo l’invasione russa dell’Ucraina abbiamo perso circa 75 miliardi di metri cubi, mentre se guardiamo alla situazione attuale non ci sono più circa 100 miliardi di metri cubi di Gnl dal Qatar e dagli Emirati, più altri 30 miliardi di metri cubi in altri Paesi del Medio Oriente che erano destinati al consumo interno: in totale fa circa 140 miliardi di metri cubi, il doppio di quanto avevamo perso con l’invasione russa dell’ Ucraina. L’attuale crisi ha quindi una portata pari a quella di due crisi petrolifere e del doppio dell’ultima crisi del gas, il tutto in contemporanea. Inoltre ci sono altre aree a cui dovremmo prestare attenzione: abbiamo problemi anche con i fertilizzanti, i prodotti petrolchimici, l’elio, lo zolfo...