| 11 Giugno 2026 17:03 |
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(Adnkronos) – La crisi energetica degli ultimi anni ha cambiato il modo in cui governi, imprese e cittadini guardano alla transizione. Non più solo sostenibilità ambientale, ma anche sicurezza degli approvvigionamenti, costi dell’energia, competitività industriale e attrattività dei Paesi. È il punto centrale dell’intervento di Michele Vitiello, segretario generale del World Energy Council Italia, nel nuovo episodio di “Italia in transizione”, il podcast di Adnkronos e Shared Ground.
Il World Energy Council è un’organizzazione internazionale nata nel 1930, con sede centrale a Londra e una presenza in oltre cento Paesi. La sua caratteristica, spiega Vitiello, è quella di mettere insieme istituzioni, università, centri di ricerca, imprese e associazioni, con l’obiettivo di costruire una transizione energetica “giusta” e fondata sul cosiddetto “trilemma dell’energia”: sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e sostenibilità economica.
Oggi il vertice più sotto pressione è quello della sicurezza energetica, soprattutto dopo la pandemia e l’invasione russa dell’Ucraina. La crisi ha avuto un impatto diretto anche sulla sostenibilità economica, cioè sulla capacità di spesa dei cittadini e sulle scelte dei governi. L’aumento dei prezzi dell’energia, la competizione globale per il gas naturale liquefatto e le tensioni sulle rotte strategiche hanno reso evidente quanto la dipendenza energetica possa trasformarsi in vulnerabilità politica e industriale.









