Per tre giorni sarà simulato il collasso della diga di Castreccioni di Cingoli, a seguito un evento sismico, con possibili effetti lungo l’asta del fiume Musone fino alla costa adriatica. Fasi e motivazioni dell’esercitazione, sono state illustrate in Regione con l’assessore regionale alla Protezione civile, Tiziano Consoli e il direttore regionale della Protezione civile Stefano Stefoni. Significativo sarà il test del sistema nazionale di allarme pubblico IT-alert, previsto sabato. I dispositivi presenti nell’area riceveranno un messaggio di prova per verificare efficacia e tempestività del sistema di allertamento della popolazione.

Lo scenario simulato prevede una sequenza sismica progressiva tra Urbino e Camerino che determinerà un aggravamento delle condizioni della diga fino all’ipotetico collasso e alla propagazione di un’onda di piena lungo il bacino del Musone. Il venerdì sarà dedicato alla fase di preallerta e ai controlli tecnici; il sabato entrerà nel vivo la simulazione con l’attivazione del sistema di protezione civile, infine domenica si svolgeranno le attività conclusive e formative.

"La sicurezza – ha dichiarato l’assessore Consoli – si costruisce anche attraverso prevenzione e preparazione. L’obiettivo non è solo verificare la tenuta dei piani di emergenza, ma anche rafforzare il coordinamento tra istituzioni". "Testeremo l’evacuazione di aree sensibili come campeggi, chiese e insediamenti a rischio industriale – ha aggiunto Stefoni –. Uno stress test per verificare procedure, piani comunali e regionali, e la capacità di dare messaggi chiari alla popolazione, anche turistica, evitando allarmismi".