"L’identità di Porto Ercole non si vende". Il gruppo di opposizione Svolta per l’Argentario incalza sulla vendita delle ex scuole elementari di Porto Ercole. "Ancora una volta l’amministrazione sceglie la strada più semplice: mettere in vendita un bene pubblico invece di immaginare un progetto per il futuro della comunità. La decisione di alienare l’ex scuola elementare di Porto Ercole non riguarda soltanto un edificio. Riguarda la visione che si ha del paese, del suo sviluppo e della sua identità. Parliamo di uno dei luoghi più simbolici della nostra comunità. Un edificio che ha accompagnato la crescita di intere generazioni, che custodisce memoria, relazioni e senso di appartenenza. Un patrimonio collettivo che oggi rischia di essere definitivamente sottratto ai cittadini senza che sia stato avviato un vero confronto sul suo futuro. Noi diciamo con chiarezza che l’ex scuola deve restare pubblica".
"Vendere è una scelta irreversibile – dice il capogruppo Marco Nieto –. Significa rinunciare per sempre alla possibilità di mettere quel bene al servizio della collettività, privare Porto Ercole di uno spazio strategico che potrebbe diventare un centro civico, culturale e sociale, un punto di riferimento per i giovani, per le associazioni, per gli anziani e per tutte le realtà che animano il tessuto del paese. Ci chiediamo quale sia la visione dell’amministrazione. Quale progetto esista per quell’area. Quale beneficio concreto deriverà ai cittadini dalla perdita di un bene che appartiene alla loro storia e alla loro identità. La valorizzazione del patrimonio pubblico non passa necessariamente dalla sua vendita. Esistono bandi, finanziamenti, partenariati e percorsi di rigenerazione urbana che consentono di recuperare e rilanciare immobili strategici mantenendoli nella disponibilità della comunità".










