Con Assindatcolf 'viaggio' nella categoria che conta 1,2 milioni di occupati ma con il 55,4% dei rapporti che vanno ad alimentare il sommerso

In Italia il lavoro domestico resta un pilastro del welfare pubblico. Un settore che però deve fare i conti con il sommerso e con un preoccupante invecchiamento dei lavoratori domestici. Adnkronos/Labitalia, in occasione della Giornata internazionale del lavoro domestico che si celebra oggi 16 giugno, ha fatto il punto con Assindatcolf (Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico) per tracciare le linee di un comparto che secondo i dati del Rapporto Family (Net) Work registra 1,2 milioni di occupati, 17 miliardi di valore aggiunto, ma con il 55,4% dei rapporti che vanno ad alimentare il sommerso. Secondo il Rapporto Family (Net) Work di Assindatcolf nel 2024 gli occupati erano circa 1 milione e 229mila tra regolari e non, per un valore aggiunto di circa 17 miliardi di euro (quasi l’1% del Pil). Tuttavia negli ultimi anni il settore ha registrato un affaticamento, il numero dei collaboratori regolari è andato progressivamente calando, mentre contestualmente si è registrata una crescita del tasso di irregolarità, che nel 2023 ha raggiunto il 55,4%.