Roma, 14 giu. (askanews) – In Italia cresce la “Generazione Sandwich”: uomini e donne che assistono contemporaneamente figli minori, genitori anziani e familiari fragili. Oggi rappresentano il 15 per cento della popolazione e oltre una persona su due (56 per cento) ha ridotto o sospeso il lavoro almeno occasionalmente per esigenze di cura. È quanto emerge dalla ricerca “Lavoro di cura domestico-Generazione Sandwich”, realizzata da Ipsos Doxa per Nuova Collaborazione, associazione nazionale datori di lavoro domestico, su un campione di 5.655 italiani tra i 25 e i 75 anni.

Secondo l’indagine, si legge in una nota, il 77 per cento degli italiani ritiene che sia la famiglia il principale pilastro del welfare nazionale, mentre solo il 7 per cento dei caregiver riceve supporto dai servizi domiciliari pubblici. Il peso della cura incide sempre più su lavoro, reddito e qualità della vita. Tra le persone della Generazione Sandwich, il 65 per cento dichiara che gli impegni assistenziali interferiscono con l’attività professionale, mentre il 74 per cento sostiene spese per babysitter, doposcuola, centri estivi e servizi di assistenza ai figli. La ricerca evidenzia anche un forte impatto psicologico: il 92 per cento degli italiani ritiene che la gestione della cura generi stress mentale nelle famiglie. Nella Generazione Sandwich il 67 per cento dichiara di sentirsi sopraffatto dagli impegni assistenziali e il 72 per cento lamenta una forte riduzione del tempo personale.