In Italia sta emergendo una nuova fascia sociale che ogni giorno tiene in equilibrio il welfare del Paese. Sono uomini e donne nel pieno della vita lavorativa che assistono contemporaneamente figli minori, genitori anziani o altri familiari fragili, sostituendosi in parte ai servizi pubblici e sostenendo sulle proprie spalle il peso crescente della cura. È la cosiddetta “Generazione Sandwich”, protagonista della ricerca “Lavoro di cura domestico – Generazione Sandwich”, di Nuova Collaborazione (Associazione nazionale datori di lavoro domestico) realizzata da Ipsos Doxa su un campione di 5.655 italiani tra i 25 e i 75 anni. L’indagine è stata pubblicata mercoledì 10 giugno.
Ne viene fuori un welfare familiare sostitutivo, con famiglie e caregiver che si trovano a compensare quotidianamente le carenze dei servizi territoriali e assistenziali attraverso un enorme lavoro invisibile di organizzazione, presenza e gestione.
La Generazione Sandwich
Secondo la ricerca Ipsos Doxa, oggi il 15% degli italiani appartiene alla Generazione Sandwich. Si tratta di uomini e donne che si trovano contemporaneamente a prendersi cura dei figli minori e di genitori anziani o familiari non autosufficienti. Una condizione che si concentra soprattutto nella fascia tra i 35 e i 54 anni – quindi nel pieno della vita professionale, produttiva ed economicamente più impegnativa – con un’età media di 45 anni. Questa fascia sociale è composta in larga parte da persone pienamente inserite nel tessuto produttivo del Paese: il 61% lavora a tempo pieno, il 67% vive in nuclei in cui entrambi i partner sono occupati e quasi un terzo possiede una laurea. La Generazione Sandwich rappresenta quindi una componente centrale della popolazione attiva italiana, ma allo stesso tempo una delle più esposte al rischio di sovraccarico organizzativo, economico ed emotivo.







