Esiste un gruppo di persone quasi mai esplicitamente menzionato nel dibattito sul risparmio, pur essendo composto da milioni di individui. È la cosiddetta “generazione sandwich”, quella dei 40-50enni schiacciati contemporaneamente tra il sostegno economico dei figli (per spese universitarie, affitti e lavoro precario) e quello dei genitori anziani (per spese sanitarie o di assistenza).

Una posizione scomoda, che trova risposte insufficienti dal welfare pubblico, considerando che – secondo il Rapporto Cergas-Sda Bocconi diffuso mercoledì scorso – sono oltre 4 milioni gli italiani non autosufficienti e 7 milioni i caregiver familiari (dato Istat) costretti a bilanciare lavoro, vita privata e cura della persona. Mentre sul fronte dei figli gli spazi di ottimizzazione sono più difficili da programmare, è sul versante dei genitori che si può incidere con soluzioni finanziarie concrete, per esempio ricercando le detrazioni fiscali disponibili o valutando soluzioni assicurative che permettano la copertura delle spese di cura e dunque l’alleviamento del carico economico, fisico e psicologico.

Su questo fronte, in Italia restano sottovalutate le potenzialità delle polizze di assicurazione sulla non autosufficienza (long term care o Ltc) stipulate per un genitore anziano, o da parte del 40-50enne per sé stesso, in ottica preventiva. A un costo relativamente contenuto, soprattutto se attivata per tempo, la polizza può fare la differenza tra dover liquidare i propri risparmi per pagare una Rsa e mantenere un margine di sicurezza finanziario o lo standard di vita acquisito.