Il 67% considera importante avere a disposizione servizi sanitari a supporto della salute, il 57% ha forte interesse ad avere a disposizione servizi di supporto per i genitori. Questi due dati si riferiscono alla Generazione Z e sono due percentuali che segnano un inedito. Per due motivi: perché la platea contemplata riguarda, appunto, il segmento più giovane del mercato del lavoro e perché per la prima volta nella contrattazione della retribuzione entra la richiesta di servizi alla salute per sé e, circostanza ancora più rilevante, per i propri genitori. Non solo l’asilo per i figli, dunque, per enfatizzare, ma anche la residenza per i genitori anziani.

A intercettare questa tendenza è stato l’Osservatorio HR Innovation Practice del Polimi di Milano. «Si cercano questi servizi nelle aziende perché c’è la percezione che il pubblico sia assente - spiega Martina Mauri, Direttrice Osservatorio HR Innovation Practice -. Una richiesta che crescerà sempre di più e di cui registriamo una crescente consapevolezza da parte delle aziende. Quello che forse ancora manca da parte di queste ultime è la personalizzazione. Le società si affidano spesso per la gestione dei pacchetti ai provider, ciò per loro costituisce una semplificazione delle procedure, però al tempo stesso riduce la personalizzazione degli interventi».