Roma, 16 giugno 2026 – Il lavoro domestico non è un settore marginale del mercato del lavoro, ma una componente essenziale del welfare italiano. Colf, badanti e baby sitter consentono ogni giorno a milioni di famiglie di assistere anziani, persone non autosufficienti, bambini e fragilità, rendendo possibile la conciliazione tra cura, lavoro e vita familiare.
Per questo, in occasione della Giornata internazionale del lavoro domestico del 16 giugno, Fidaldo richiama l’attenzione sulla necessità di riconoscere pienamente il valore sociale, economico e occupazionale di un comparto che continua a sostenere in silenzio una parte decisiva del sistema di protezione sociale del Paese.
La data del 16 giugno non ha soltanto un valore simbolico. Ricorda l’adozione, nel 2011, della Convenzione OIL n. 189 sul lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici, il primo grande strumento internazionale che ha riconosciuto questo lavoro come lavoro a pieno titolo, con diritti, tutele, dignità professionale e rilevanza economica.
In Italia il settore conta complessivamente oltre 1,2 milioni di occupati, tra rapporti regolari e irregolari, e produce un valore aggiunto stimato in circa 17 miliardi di euro, pari a quasi l’1% del Pil. Numeri che dimostrano come il lavoro domestico sia ormai una vera infrastruttura sociale, indispensabile in un Paese segnato dall’invecchiamento della popolazione, dalla crescita dei bisogni di assistenza e dalla pressione crescente sulle famiglie.







