Il comparto del lavoro domestico coinvolge direttamente 902 mila famiglie datrici di lavoro e 817 mila lavoratori regolari, per un totale di oltre 1,7 milioni di soggetti censiti dall’Inps nel 2024. Se si considera anche la componente irregolare, che raggiunge un tasso del 48,8%, il numero complessivo delle persone coinvolte supera i 3,3 milioni, confermando il lavoro domestico come uno dei settori più rilevanti e, al tempo stesso, più vulnerabili del mercato del lavoro italiano. È la fotografia scattata dal Settimo Rapporto annuale su questo comparto, curato dall’Osservatorio DOMINA e presentato giovedì 22 gennaio presso la Sala Nassirya del Senato. Il Rapporto offre un quadro dell’occupazione domestica, del suo impatto economico e sociale e delle principali tendenze evolutive che interessano famiglie, lavoratori e il sistema Paese.

Le famiglie che si rivolgono a colf e badanti

Con 902mila famiglie censite i datori di lavoro domestico nel 2024 continuano a diminuire, registrando 16mila unità in meno (-1,7%) rispetto all’anno precedente. Dal lato datoriale, la concentrazione maggiore si registra in Lombardia (170 mila) e Lazio (152 mila), mentre considerando il genere, la componente femminile si attesta al 58%. La quasi totalità dei nuclei familiari è di origine italiana, mentre la componente straniera si attesta mediamente intorno al 5%. L’analisi per fascia d’età evidenzia un progressivo invecchiamento dei datori di lavoro: il 37,9% ha almeno 80 anni, in aumento rispetto al 35,9% del 2019, mentre il 28,5% ha meno di 60 anni.