ROMA. Chiedono aiuto per mettere insieme il cibo per la cena, per trovare un lavoro o un posto dove stare. Nella metà dei casi sono famiglie con minori a carico, uno su tre è un lavoratore povero. Ma crescono in maniera esponenziale anche gli anziani soli in difficoltà. È una fotografia impietosa quella contenuta nel Report statistico 2026 sulla povertà in Italia di Caritas Italiana. A partire dai dati raccolti dalla rete dei centri di ascolto, dei servizi e delle opere presenti nei territori, l’organizzazione ha registrato nel 2025 un numero di utenti mai così alto dal periodo prima della pandemia. Cittadini sempre più poveri, sempre più a lungo. I dati segnalano infatti un record dal 2019 della povertà cronica e della sua intensità, indicando un progressivo allontanamento delle persone dalla soglia minima di benessere economico. «Nel 2025 sono state più di 282mila le persone che si sono fatte aiutare - spiega Federica De Lauso che ha curato la ricerca -. È il dato più alto che abbiamo registrato negli ultimi anni. Nel 2019 c’era stato un calo, poi dalla pandemia in poi c’è stato un incremento costante. Il fenomeno riguarda molto gli stranieri ma sempre di più anche gli italiani». Per questo i ricercatori definiscono la povertà in Italia non un’eccezionalità ma una «strutturale normalità». Nello specifico, il numero delle persone sostenute dalla rete Caritas nel 2025 è cresciuta dell’1,7% rispetto al 2024: un aumento più contenuto rispetto al passato, ma che di fatto cristallizza una crescita costante del fenomeno, in cui non si registrano flessioni negli ultimi cinque anni. La condizione di indigenza, dunque, oltre a essere duratura è sempre più radicata, diventando stabile soprattutto nella vita di molte famiglie. Sul totale il 56 per cento sono stranieri e il 41% italiani. Nelle regioni del Nord la domanda è più alta tra gli immigrati (60%) mentre al Sud il dato si inverte con un’utenza prevalentemente italiana. Ad essere particolarmente colpiti sono gli anziani: in dieci anni il numero degli over 65 raggiunti dalla rete Caritas è aumentato del 191%, a fronte di una crescita complessiva dell’utenza pari al 48%. Con l’avanzare dell’età, alla povertà economica si aggiunge la fragilità sanitaria e l’isolamento sociale. Le persone sole sono passate, nello stesso arco temporale, dal 23,8% al 32,9%.
La Caritas lancia l’allarme lavoro povero: “Salari troppo bassi, l’impiego non basta”
Il Rapporto annuale: «Mai assistite così tante famiglie». Uno su tre ha un’occupazione: «Serve la paga minima»














