Il Rapporto Caritas 2026 è un richiamo potente alla realtà del Paese. Ci dice che la povertà in Italia non è più una condizione temporanea legata alle crisi, ma sta diventando una condizione strutturale e permanente.
I numeri sono impressionanti: oltre 282 mila famiglie accompagnate nel 2025, il dato più alto mai registrato. In dieci anni le persone assistite sono aumentate del 48%. Oltre un assistito su quattro è seguito dalla Caritas da almeno cinque anni e il 24% di chi chiede aiuto ha un lavoro. È il volto dei lavoratori poveri, delle persone che lavorano ma non riescono comunque a vivere dignitosamente.
Sono soprattutto le famiglie con figli a pagare il prezzo più alto: rappresentano il 52% delle persone accompagnate. Dietro questi numeri ci sono almeno 147 mila bambini e ragazzi che crescono in condizioni di difficoltà economica, educativa e sociale.
Colpisce anche la crescita della povertà tra gli anziani. In dieci anni gli over 65 assistiti dalla Caritas sono aumentati del 191% e oggi rappresentano il 15,4% degli utenti. È il segnale di un intreccio sempre più forte tra invecchiamento, non autosufficienza, fragilità sanitaria, pensioni insufficienti e solitudine.
Tra le persone assistite quasi un terzo vive da solo. E sappiamo che tra questi vi sono soprattutto donne anziane, vedove o sole, che spesso concentrano contemporaneamente povertà economica, problemi di salute e isolamento sociale. Una realtà che abbiamo riscontrato anche nel confronto con associazioni, operatori e amministratori locali.











