Per tanti, sempre più numerosi italiani, la povertà sta perdendo i contorni della condizione temporanea e sta invece assumendo una dimensione strutturale, che si prolunga per anni. Una conferma in questo senso arriva dall’ultimo report statistico pubblicato dalla Caritas italiana, un documento di una settantina di pagine che è stato realizzato sulla base dei dati raccolti nel 2025 dalla rete dei centri di ascolto, dei servizi e delle opere presenti nei territori e che, in definitiva consegna un’immagine dell’Italia tutt’altro che entusiasmante. Dal documento emerge infatti proprio il dato che si diceva in apertura: nel nostro Paese la povertà tende sempre più a perdere il carattere dell’eccezionalità e della temporaneità, assumendo i contorni di una «strutturale normalità». Il numero delle persone sostenute dalla rete Caritas cresce dell’1,7% rispetto al 2024: un aumento più contenuto rispetto al passato, ma che di fatto non segnala ancora una reale attenuazione delle difficoltà sociali. Non si registrano infatti flessioni rispetto al periodo precedente alla pandemia, a conferma di una povertà che tende a radicarsi e a diventare condizione stabile nella vita di molte famiglie.

Tra le tendenze più significative che emergono dal report viene segnalato l’aumento della componente anziana. In dieci anni il numero degli over 65 incontrati dalla rete Caritas è cresciuto del 191%, a fronte di una crescita complessiva dell’utenza pari al 48%. È un dato che richiama l’attenzione su un intreccio sempre più stretto tra povertà economica, invecchiamento, fragilità sanitaria, indebolimento delle reti familiari e isolamento sociale. Accanto all’invecchiamento cresce infatti anche la solitudine. Le persone sole sono passate, nello stesso arco temporale, da un’incidenza del 23,8% al 32,9%. Le traiettorie di vita sono spesso attraversate da eventi critici, quali lutti, separazioni o altre forme di rottura biografica, che possono compromettere la disponibilità di risorse economiche, relazionali e sociali. In questa prospettiva, la povertà si mostra sempre di più come progressivo assottigliarsi dei legami, delle relazioni di prossimità e delle possibilità concrete di essere accompagnati nei momenti di maggiore difficoltà.