Crescono i lavoratori poveri, gli anziani soli, le famiglie con figli che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Mentre c’è un governo che investe solo nel riarmo e in faraoniche opere come il ponte sullo Stretto. È il ritratto di un paese spezzato e indifferente quello che emerge dal rapporto statistico nazionale 2026 sulla povertà presentato ieri dalla Caritas. Per il presidente dell’organizzazione cattolica, monsignor Benoni Ambarus, è indegno che imponenti flussi di denaro pubblico vengano indirizzati verso il riarmo e le spese militari, anziché essere investiti nella tutela delle persone.
Nel 2025 la Caritas ha accompagnato 282.539 persone. Record nelle 206 diocesi italiane: +1,7% rispetto al 2024. È esploso il numero degli over 65 incontrati in cerca di aiuto: + 191%, a fronte di un incremento considerevole anche dell’utenza di altre età: + 48%. La povertà economica si intreccia con l’invecchiamento e la cattiva salute e drammi affettivi. Anche le persone sole e povere sono aumentate dal 23,8% al 32,9%. E cresce il bisogno di assistenza psicologica: +69%.
Il quadro è destinato a peggiorare alla luce degli ultimi dati Istat sull’inflazione comunicati ieri. Sta aumentando e si è attestata al 3,2% annuo. La fiammata dei prezzi è dovuta in larga misura ai rincari energetici causati dalla guerra di Trump contro l’Iran. Un aumento di circa 1.200 euro per una coppia con un figlio in un solo anno, secondo l’Unione Nazionale Consumatori. A Roma l’inflazione corre più della media nazionale. A maggio 2026 prezzi sono aumentati del 3,6% nella Capitale, sostiene Natale di Cola, segretario Cgil di Roma e Lazio.













