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Caro Direttore, lasci che parli con la franchezza che mi ha sempre contraddistinto, perché su certe cose non riesco più a usare giri di parole. Speriamo che sia la volta buona, che Claudio Lotito decida finalmente di andarsene e di occuparsi solo della Reggina, lasciando in pace la Lazio. Perché la sensazione, ormai, è proprio questa: che pensi più ai suoi interessi personali che a noi. E allora che vada, che si dedichi ad altro, se è lì che è rivolta la sua attenzione.
Il problema è che ogni volta ce n'è una diversa, e sempre in negativo. Non c'è un giorno in cui ci si possa svegliare e pensare a una buona notizia, a un sussulto d'orgoglio, a un segnale di crescita. C'è sempre qualcosa che ci trascina verso il basso, che ci toglie l'entusiasmo. E così, da tifoso prima ancora che da ex giocatore, mi ritrovo a dire una cosa che mi pesa ma che sento profondamente: Lotito ha fatto il suo tempo. La sua ora è arrivata. Se ne vada.
Prima c'era il Molise, ora la Calabria. Mi sembra evidente che si stia facendo la campagna elettorale anche grazie alla Lazio, che gli permette di avere visibilità, di finire su altri canali, di farsi conoscere in contesti che con il calcio non c'entrano nulla. Ma a noi tutto questo non interessa. A noi interessa soltanto il calcio, la nostra squadra, la nostra passione. E allora mi chiedo: lui, quando si preoccupa davvero della Lazio? Quando pensa al suo popolo, alla gente che riempie o che oggi diserta gli spalti? Io, sinceramente, non ce la faccio più. È una stanchezza che monta giorno dopo giorno e che ormai è diventata insopportabile.








