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Caro Direttore, il dibattito aperto da Il Tempo sul futuro della Lazio ha avuto almeno un merito: far uscire Claudio Lotito dal suo bunker. Era ora, soprattutto perché ha finalmente ammesso che «non va tutto bene». Il confronto ormai va oltre il calcio. Con il 2027 alle porte, anno di elezioni nazionali e romane, anche la politica osserva con attenzione una frattura che rischia di trasformarsi da contestazione sportiva a questione di rilevanza pubblica. La lunga lettera ai tifosi nasce probabilmente per riaprire un varco. Forse sarebbe stato più utile un intervento a voce, a braccio, perfino imperfetto, meno da IA. Nella lettera si parla di sostenibilità, Academy, Flaminio, media company, internazionalizzazione. Obiettivi condivisibili. Resta da capire con quali risorse, con quali partner, con quali tempi, con quale governance, con quale rosa rafforzata e con quali investimenti sportivi la Lazio intenda tornare a crescere. Per questo, più che altre parole, oggi servono risposte. Le formulo in dieci domande.
1. Presidente, ma dov’è la parola scusa?
Era la sola parola che molti laziali aspettavano: per anni di fratture, di toni sbagliati, di distanza crescente, di tifosi trattati troppo spesso come un fastidio e quasi mai come il capitale più prezioso del club. Una lettera ai laziali poteva cominciare da lì. Avrebbe avuto un altro peso.












