Nelle indagini sull’omicidio di Roberto Guerrino è emerso un precedente del 2023: l’interprete era già stato rapinato nella stessa casa dopo un incontro online. Trovata la possibile arma del delitto: una statuetta raffigurante Buddha.

Roberto Pietro Guerrino

È emerso un precedente nella vita di Roberto Pietro Guerrino che sembra presentare alcune analogie con quanto accaduto venerdì sera in via Oxilia, nel quartiere NoLo, a Milano, dove si è consumato l'omicidio del traduttore e interprete internazionale: trovato seminudo, con addosso guêpière, calze a rete e tacchi a spillo e una profonda ferita alla testa.

Tre anni fa nella stessa abitazione, infatti, il 60enne era stato vittima di una violenta rapina avvenuta dopo un incontro organizzato, anche quella volta, attraverso un'app di incontri. Gli investigatori non ritengono che vi sia necessariamente un collegamento diretto tra i due episodi, ma le analogie nella dinamica hanno riportato l'attenzione su quella vicenda. Il precedente nel 2023 Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Guerrino aveva fissato un appuntamento con un giovane conosciuto online. Tuttavia, una volta entrato nell'appartamento, l'ospite avrebbe preteso un compenso economico e, di fronte al rifiuto del padrone di casa, gli avrebbe sottratto 250 euro dal portafoglio prima di darsi alla fuga.