Disposta l’autopsia sul corpo di Roberto Pietro Guerrino, il traduttore e interprete internazionale trovato seminudo e con una profonda ferita alla testa nella sua casa in via Oxilia a Milano: si terrà tra due giorni, giovedì 18 giugno.
Roberto Guerrino, l’interprete ucciso a Milano
Come appreso da Fanpage.it, si terrà tra due giorni, giovedì 18 giugno, l'autopsia sul corpo di Roberto Pietro Guerrino, il traduttore e interprete internazionale trovato seminudo e con una profonda ferita alla testa nella sua casa in via Oxilia, nel quartiere NoLo, a Milano lo scorso 13 giugno.
Sarà l'esame autoptico a confermare o meno la compatibilità tra le lesioni riscontrate sul corpo dell'interprete con il peso e le caratteristiche della statuetta di Buddha, indicata dagli inquirenti come possibile arma del delitto. Nel frattempo, proseguono gli accertamenti volti a individuare il responsabile dell'omicidio perché – come riferito a Fanpage.it da fonti investigative – al momento non ci sarebbe ancora alcun indagato. Dall'omicidio alle indagini L'allarme è stato lanciato dall'ex compagno della vittima. I due si erano lasciati più di dieci anni fa, ma avevano continuato a sentirsi tutti i giorni. Lo scorso 12 giugno, preoccupato poiché non era riuscito a mettersi in contatto con Guerrino, l'uomo ha mandato la nipote all'appartamento dell'interprete insieme a una squadra dei vigili del fuoco. Sono loro che hanno rinvenuto il corpo del 60enne a terra in soggiorno, seminudo e in una pozza di sangue e con evidenti ferite alla testa. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri del nucleo Investigativo di Milano e della Compagnia Duomo che hanno avviato le indagini per ricostruire quanto accaduto. Stando a quanto riferito, Guerrino sarebbe stato visto l'ultima volta intorno alle 21:30 di venerdì 12 giugno, mentre rincasava in bicicletta. Da qui l'ipotesi che l'omicidio si sia consumato nel corso della notte. L'ipotesi al momento più avvalorata è che l'interprete sia stato ucciso in seguito a un tentativo di rapina al termine di un appuntamento intimo nel suo appartamento. Tre anni fa nella stessa abitazione, il 60enne era stato vittima di un episodio analogo: era stato aggredito e rapinato dopo un incontro organizzato, anche quella volta, attraverso un'app di incontri.











