Sarebbe stato colpito con almeno dieci colpi in faccia l’interprete Roberto Pietro Guerrino, 60 anni, trovato morto nel suo appartamento a Milano. Si presume che l’arma del delitto possa essere una stutuetta di Buddha, ma è ancora solo un’ipotesi.

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Roberto Pietro Guerrino (60 anni) – il noto interprete ucciso nel suo appartamento in via Oxilia (zona Nolo, nord-est di Milano), trovato morto alle 15 di sabato scorso, 13 giugno – sarebbe stato colpito con almeno dieci colpi in faccia con un oggetto contundente.

Stando a quanto si apprende, ancora non sarebbe stato possibile individuare con certezza l'arma del delitto. Al momento sono state sequestrate numerose statuette di Buddha insanguinate che secondo gli inquirenti potrebbero essere state usate per colpire il sessantenne. A una prima ricostruzione, l'omicidio secondo i carabinieri – coordinati dal pm Carlo Scalas – potrebbe essere avvenuto nell'ambito di un incontro sessuale che l'interprete avrebbe organizzato tramite apposite piattaforme. Stando a quanto emerso, infatti, l'uomo non aveva profili social, ma era registrato in almeno due app di incontri gay. Inoltre, è stato trovato seminudo, con addosso guepiere, calze a rete e tacchi a spillo. Sono in corso accertamenti anche tra gli amici e i conoscenti della vittima.