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Redazione Milano

Ancora non è stato possibile individuare con certezza l'arma del delitto, ma sono state sequestrate numerose statuette di Buddha insanguinate. Da chiarire anche l'orario della morte

È stato raggiunto da almeno dieci colpi in faccia, sferrati con un oggetto contundente, Roberto Pietro Guerrino, l'interprete di fama internazionale ucciso a Milano nel suo appartamento in via Oxilia nella notte tra venerdì 12 e sabato 13 giugno. Sono i primi risultati dell'autopsia sul corpo del sessantenne, svolta giovedì mattina all'istituto di medicina legale di Milano, con la supervisione della professoressa Cristina Cattaneo. L'esame ha rilevato almeno dieci colpi, inferti con violenza contro il cranio e la parte superiore del volto.

Ancora non è stato possibile individuare con certezza l'arma del delitto ma sono state sequestrate numerose statuette di Buddha insanguinate che potrebbero essere state usate per colpire il sessantenne. Le sculture si trovavano nell'appartamento di Guerrino, che si era convertito al buddismo. L'omicidio, secondo i carabinieri potrebbe essere avvenuto nell'ambito di un incontro sessuale che l'interprete avrebbe organizzato tramite apposite app. L'omicida avrebbe poi preso il computer e il telefono dell'interprete, per non lasciare tracce, ed anche altri oggetti.