Marzo 2023: il precedente. Stessa casa: il bilocale al quarto piano di un condominio di via Oxilia, diventata sabato teatro del delitto. Stessa vittima: Roberto Guerrino, l’interprete di conferenza (allora 57enne) trovato morto in sala con il cranio fracassato. Un omicidio che, secondo chi indaga, sarebbe arrivato al termine di un incontro con un uomo incrociato su una app di incontri, cui la stessa vittima venerdì sera avrebbe aperto la porta, finendo ucciso — con ogni probabilità — a colpi di statuetta di Buddha, soprammobili che il professionista collezionava e che sono stati trovati insanguinati sul pavimento della sala.

Proprio in quell’appartamento, tre anni fa, Guerrino era già stato aggredito. E non una sola volta. Lo aveva denunciato ai carabinieri, raccontando una storia che ha diversi punti in comune con quella del suo omicidio. Nel 2023, infatti, l’interprete aveva spiegato di aver conosciuto un giovane sull’app Grindr e di averlo accolto nel suo bilocale per un incontro. Una volta lì, però, il ragazzo aveva preteso del denaro e al rifiuto dell’interprete aveva tentato di colpirlo al volto. Neanche i 25 euro consegnati dalla vittima erano serviti a calmare l’aggressore, che aveva iniziato a rovistare in mobili e cassetti trovando il portafogli del proprietario di casa con all’interno 250 euro. Portati via.